La scorsa estate ho intervistato Amanda LEAR

Era giugno, dello scorso anno. La mia amica Paola era appena stata a Teatro a Corte (Torino) a vedere Le Défi”– La sfida,  un omaggio al musical americano in chiave hip hop di Bianca Li, con un cameo della Lear. Così ho pensato che sarebbe stato interessante intervistarla per marieclaire.it. Detto fatto. Ho scritto all’ufficio stampa del teatro, che mi ha girato i contatti dell’agente della poliedrica Amanda.

Passa qualche settimana, mando l’e-mail. E, dopo due giorni, trovo la risposta della Lear in persona, con il numero dell’albergo nel quale alloggiava, durante la sua tournèe teatrale in giro per la Francia.

Il pomeriggio successivo compongo l’intervista e chiamo l’albergo in un francese un po’ arrugginito. La signorina dell’hotel mi risponde che la Reine era già partita. Che fare? Decido di non lasciare nulla d’intentato, inviandole le domande e, in calce, il mio numero di cellulare. Poi vado a far la spesa e non ci penso più.

Rientro tardi, verso le 19.30, sto per mettermi ai fornelli quando mi suona il cellulare. “Ma che numero è?” Mai visto prima. Stavo quasi per non rispondere… poi cambio idea, e “Pronto?” “Pronto?…Sono Amanda LEAR!” 

Attimo di silenzio, perché ho pensato fosse uno scherzo, invece era proprio lei!

Così mi sono rinchiusa in camera, ho acceso il pc e il registratorino, per non perdermi nessuna risposta visto che andava spedita. Io sono stata incredula fino alla fine. Solo dopo che ci siamo salutate, ho realizzato che avevo veramente intervistato Amanda Lear, che adoravo già da bambina, e si era nel pieno degli anni ’80.

Per una volta non ho perso tempo e ho sbobinato velocemente l’intervista, inviandola con le foto al mio capo. Nel frattempo era arrivato agosto, e vuoi mica bruciarla così? Quindi la pubblicazione è slittata a settembre. Anche se sembrava non fosse mai il momento giusto perché ci voleva una notizia fresca fresca da collegare al personaggio. Per fortuna riesco a trovarne una relativa ai suoi due concerti: uno a Berlino e l’altro a Roma, così le  scrivo per chiedere un’integrazione. Vi risparmio la sua risposta, ma, in sintesi, era parecchio scocciata per la non uscita del pezzo e si rifiutava di rispondere. Fantastico… per un attimo ho visto il mio lavoro buttato nel cesso. MA non mi sono persa d’animo e sono riuscita, con bel garbo, a farle cambiare idea.

Alla fine, l’intervista è stata pubblicata su marieclaire.it il 2 ottobre (dopo la sua sfilata per Jean Paul Gauthier) e la Lear si è anche complimentata.

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Su di me

Erica Vagliengo

Giornalista-scrittrice, autrice del romanzo "Voglio scrivere per Vanity Fair: precaria sì ma con stile" (come Emma Travet), e di "Una frase bella al giorno: da leggere davanti al primo caffè della mattina". Ho creato, anni fa, il progetto emmat, originale esempio di PERSONAL BRANDING, per promuovere il libro e il mio alter ego, on line e off line. Sono stata Deputy Editor di PUNKT. Ho lanciato il rossetto "rosso che spacca" per le INCASINATE SI MA CON STILE, insieme al video format omonimo (su Youtube).
Sono stata autrice e speaker su Radioformusic del programma "Incasinate sì ma con stile".
OGGI: scrivo storie di viaggi, parole analogiche e vita vera su IG e Fb #GenXstories

© 2026 Erica Vagliengo · Giornalista, scrittrice, Torino

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