Intervista a Valerie Tasso

Intervista a Valerie Tasso:

da Antimanuale del sesso al Diario di una donna pubblica.

di Erica Vagliengo

ph courtesy Valerie Tasso

Prima manager di un’importante compagnia spagnola, poi la scelta di lavorare come prostituta di lusso per sei mesi.

Da questa esperienza nasce “Diario di una ninfomane”, tradotto in quindici lingue in tutto il mondo. E la vita di Valérie Tasso cambia. Diventa improvvisamente famosa. Passa da una televisione all’altra, esce anche un film.

L’abbiamo incontrata per parlarci del passato e del suo ultimo romanzo.

Buongiorno Valerie. Nel 1991 hai iniziato a lavorare come manager di un’importante compagnia a Barcellona. Cosa ricordi di quel periodo?

Ero giovane…stavo finendo la mia Laurea in francese e andai a Barcellona per un lavoro. Poi ho deciso di rimanere in Spagna e di spostarmi a Madrid, dove ho trovato un buon posto che mi ha permesso di viaggiare in tutto il mondo come Project Manager. Cosa ricordo di quel periodo? Che non ero mai a casa, guadagnavo un sacco di soldi e viaggiavo specialmente nell’America del sud. Avevo l’impressione di poter fare qualsiasi cosa io volessi.

Nel 1999, dopo l’esperienza come prostituta di lusso, hai scritto Insatiable: The sexual adventures of a french girl in Spain (in italiano: “Diario di una ninfomane”), diventato, in breve, un successo mondiale. Per quale ragione, secondo te?

Diario di una ninfomane” ha avuto ed ha ancora un grande successo perché l’ho scritto senza paura. Mi sentivo libera di scrivere cosa volevo. Penso sia un libro schietto e sincero. Forse è per questo motivo che piace alla gente. Tra l’altro il romanzo è stato adattato a film, uscendo in Spagna con grande consenso di pubblico così come in Italia, ed è stato distribuito in più di quarantuno paesi.

La donna nella tivù italiana e in quella spagnola: chi è la più svestita?

Le donne italiane, nel senso di pelle scoperta. Ma in tema di “svestimento” mentale, quelle spagnole. Se guardi la nostra televisione, vedrai un fenomeno alquanto strano. Per soldi, un sacco di ragazze spagnole raccontano i loro segreti (come ho fatto anch’io) in un modo molto basso, senza alcun rispetto per la privacy delle altre persone coinvolte. Terribile, non trovi?

In “Antimanuale del sesso”, provi a dimostrare che non si parla mai del sesso ma di quello che tu chiami “discorsi standard riguardo il sesso”, conditi dai soliti clichè. Perché?

Non parliamo mai del sesso ma di cosa non ci piace del sesso. I modelli omologanti ed i clichè esistono per controllarci. E’ uno strumento della moralità. Come saprai, lavoro per diversi mass media. Quando appaio in televisione e voglio parlare della sessualità dei disabili, per esempio, spesso mi dicono NO perchè pensano che sia disgustoso, dimenticando che i disabili sono esseri umani anche dal punto di vista sessuale. Ma molti preferiscono che io ripeta sempre la stessa solfa…

Diario di una ninfomane” ti ha dato denaro e celebrità, ma ti ha rubato la libertà. “Tutti entrano nella mia vita privata senza bussare” scrivi nel: “Diario di una donna pubblica”. Qual è la differenza tra questo libro ed il primo?

C’è una grande differenza: la prostituzione era una libera scelta nel primo romanzo. In un certo modo, se vuoi,era preparata. Quando sono diventata famosa, non lo ero. Quando andavo in televisione pensavo che la gente mi guardasse come un alieno (lo racconto appunto nel secondo Diario). Ma, fortunatamente, l’ho accettato. Ed oggi mi sento libera, grazie a Dio!

Chi è

Valérie Tasso

Nata il 23.01.1969

Dove in una città nel nord est della Francia, vicino a Rheims

Vive a Barcellona

Studi laurea in Scienze economiche ed in Lingue e letterature straniere. Nel 2006 si è laureata in Sessuologia presso l’Università di Alcalà de Henares a Madrid

Passioni: i suoi 5 gatti ed il suo cane. Leggere, scrivere e dormire

Il suo piatto preferito: letteratura, teatro e l’ossobuco italiano. Poi aggiunge “Non sono così appassionata di cibo, preferisco “l’alimentazione intellettuale”.

www.valerietasso.com

Su di me

Erica Vagliengo

Scrittrice/giornalista/copywriter, autrice del romanzo "Voglio scrivere per Vanity Fair" (come Emma Travet) e del Best seller su Amazon "Separati con stile". Ho creato, anni fa, il progetto emmat, originale esempio di PERSONAL BRANDING, per promuovere il libro e il mio alter ego, on line e off line. Faccio parte di TITANIUM BUSINESS CLUB, occupandomi di investimenti on line (non si vive di sola scrittura e passioni, mi dispiace deludervi). Sono, anche, proud member del Global Woman Club Milano.
Curiosità: parlo tanto, dormo poco, scrivo ovunque. Combatto le nevrosi quotidiane con ironia, Internet, caffè e chantilly.

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© 2017 Erica Vagliengo · Scrittrice, giornalista, copywriter, Torino · CF VGLRCE77A44G674R · Scrivimi

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