Mais OUI, ho intervistato anche Amanda Lear!

Già, proprio così, ho intervistato la mitica AMANDA LEAR, per marieclaire.it, anni fa.

Ma, ci credete? Lo ricordo, ancora, come fosse ieri… è stato uno vero spasso di intervista, ragazze!

Inedita Amanda:

è ritornata in Italia, più in forma che mai

di Erica Vagliengo

ph courtesy Amanda Lear

Lei è Amanda Lear: cantautrice, attrice, pittrice e presentatrice televisiva, con un inizio da fotomodella, negli anni sessanta. Oggi, la reine, fa sold out nei teatri francesi con la commedia “Lady Oscar”, raccogliendo ottime critiche ed è ritornata a calcare le scene italiane, con un successo che, forse, non si sarebbe aspettata nemmeno lei. L’abbiamo intervistata telefonicamente, in un momento di pausa. Il suo esordio non smentisce il personaggio: “Non ho assolutamente niente da raccontare di nuovo. E già stato tutto detto mille volte sulla mia carriera, la musica, Dalì, la televisione, amori, delusioni… tutto detto!”

Niente di più vero, quindi al posto di ripassare per l’ennesima vota la sua poliedrica carriera, l’abbiamo interrogata sul presente…

  • Bonjour madame Lear, l’estate appena trascorsa è stata ricca di impegni interessanti per lei. E’ stata a Torino, a Teatro a Corte, a presentare con Blanca Li (coreografa e regista franco-spagnola) “Le Défi”- la sfida- un omaggio al musical americano in chiave hip hop. Come vi siete conosciute e qual è il suo ruolo?

Blanca Li, è una coreografa di grande talento, mi aveva avvicinata nel 2001, per recitare la parte della sua amica, una parte molto piccola ma ironica. Avrei dovuto anche ballare, per fortuna la sequenza è stata tagliata al montaggio, evitandoci questo momento imbarazzante. Il film è molto divertente, siamo andati anche a Cannes. Mi è dispiaciuto che non sia mai uscito in Italia. Continuo a fare delle cose che il pubblico italiano non sa, ma purtroppo non sono io che decido. Le Dèfi (Dance Challenge) è la storia di un diciottenne, in conflitto con la madre e la scuola-che abbandona. L’unica cosa a cui è interessato è vincere la sfida di break dancing con il suo gruppo per andare alla finale mondiale a New York. E’ anche una bella sfida tra la mamma ballerina (Bianca Li) e suo figlio, a colpi di incredibili passi di hip hop. Da vedere, veramente, anche perché recitano diversi ragazzi della banlieu parigina.

  • Ad ottobre ritornerà al Théâtre de la Renaissance di Parigi con la commedia Lady Oscar“, adattamento della pièce “Oscar” (1958) di Claude Magnier. I commenti e le critiche sono più che lusinghiere: è piaciuta molto la sua Clara Barnier, in versione “Miranda Presley”, ma molto più ironica, creatrice del celebre magazine Lady Mode. Una parte che le calza a pennello…

Sì, verissimo. Recito la parte di Lady Oscar (Clara Barnier), una signora della moda come ce ne sono tante: odiosa, tirannica, invidiata, bella, ricca, snella a cui, un bel giorno, crolla il mondo addosso quando scopre che la figlia è incinta dell’autista. Poi la segretaria si dimette, e, per finire, il ragioniere le ruba tre milioni di euro. E’ un personaggio molto divertente, che ho messo in scena per 250 volte a Parigi, e che continuerà ad esistere fino a maggio 2013. Poi a settembre sempre del 2013, inizierò un’altra commedia.

Lady Oscar- Amanda

  • Il teatro si presta maggiormente al suo eclettismo, rispetto alla televisione?

Certamente, anche perché io ho sempre voluto recitare. Ma in Italia non me lo hanno permesso anche se in tanti mi avevano detto che sarei stata portata. Ad esempio, Mauro Bolognini, dopo uno spot che avevo girato, mi disse “Amanda, ti voglio dirigere in Victor Victoria”. A dire il vero, un po’ per mia paura, un po’ perché ero impegnata in tivù, non si fece nulla. Poi ho deciso di lanciarmi quattro anni fa quando ho visto che in Italia non mi offrivano niente di soddisfacente, ma solo ruoli da opinionista (un “mestiere” che hanno inventato gli italiani e non esiste da nessuna altra parte del mondo).

  • Poco tempo fa, ha detto: “La televisione italiana è gestita da ignoranti che cercano solo carine come Belèn.” Quindi, la domanda è: come poteva una ragazza, negli anni ’80, far emergere il suo talento senza passare per cretina o “farfallina”?”

I tempi erano diversi, nelle tivù di Berlusconi mi hanno dato la possibilità di esprimermi. Subito avrei dovuto fare la ragazza carina, soprammobile. Poi ho fatto uscire la mia personalità, ho iniziato a dire la mia. E le donne italiane hanno apprezzato, così poi altre hanno seguito il mio esempio (Alba Parietti e Simona Ventura). Ciò che trovo incomprensibile è che si sia tornati indietro nel tempo, con la valletta che sculetta e fa l’oca. Anche se poi sono brave ragazze, intelligenti… ho conosciuto la Belèn, una ragazza adorabile, che si lamenta per quello che le fanno fare. Siamo arrivati ad un livello zero. E la colpa è dei dirigenti. Le racconto ancora questo: l’anno scorso mi hanno offerto un programma interessante sulla musica, su Rai Due. Avrei dovuto parlare dei big che ho conosciuto – tra cui John Lennon- perché sono l’unica sopravvissuta. Poi un dirigente ha detto no perché “La Lear è troppo vecchia, prendiamone una giovane.” Ma quello che mi irrita ancora di più è che il discorso vale solo per le donne e non per gli uomini che stanno in televisione fino oltre gli ottant’anni.

  • Ha anche aggiunto che è come se l’avessimo dimenticata. In realtà non è così vero, perché l’abbiamo vista di recente alla “Vita in diretta” e dalla d’Urso. Inoltre continua a riempire le pagine dei gossip, con le immagini rubate di lei a spasso per la città con il suo giovane fidanzato- toy boy. Che dire?

Ogni tanto qualche amico italiano mi chiama dicendomi che mi ha visto sui giornali. Io dico solo che non ho nessun uomo, da quando ho mollato Manuel (Casella ndr), quattro anni fa, sto vivendo un momento magico, perché mi sono completamente dedicata alla mia carriera, al teatro, al nuovo album. Ho capito che una storia d’amore, piena di scenate, malumori, gelosie, danneggia veramente la carriera. Se ci fosse un ragazzo che mi fa il filo bene, se non ci fosse fa lo stesso: ho un lavoro che amo, otto gatti, una bella casa…

  • Scusi, una curiosità: conosce Arturo Brachetti, il celebre trasformista torinese? Ha avuto prima la celebrità in Francia poi da noi.

Sì, l’ho incontrato a Parigi, prima che in Italia. E’ un grandissimo artista. E’ vero, devi uscire dall’Italia, fare successo fuori perché qualcuno si accorga del tuo talento e poi ti richiami. Ed è quello che mi sta capitando adesso.

  • Forse pochi lo sanno, ma ha doppiato nel cartone degli Incredibili (2004), il personaggio di Edna Mode, che confeziona i costumi della famiglia di super eroi. Impresa non facile, però ha coronato il suo sogno da bambina, non è così?

Edna Mode è il primo personaggio che si avvicina a Lady Oscar. L’ho doppiato in francese, tedesco e italiano e i produttori italiani hanno voluto farmi parlare con l’accento di Lagerfeld. E’ piaciuta molto. Sì, da bambina guardavo Biancaneve e adoravo la regina cattiva, avrei sempre voluto interpretare lei.

  • Parliamo di musica, non ricordando i suoi soliti successi degli anni ‘80, ma l’ultimo disco “La bete et la belle” (New Esprit), decisamente groovy!

E’ uscito quest’anno ed è stato remixato a fine luglio a Miami da Andy Bell (Erasure) e da dj Yiannis… è una bomba! E’ stato in classifica da subito. Anche il video è strepitoso. (http://www.youtube.com/watch?v=bYhew0Irmww).

–     Si è esibita anche al Teddy Award di Berlino, in agosto, e a Roma, il 15 settembre. Com’è stata l’accoglienza?

Accoglienza stupenda a Roma! Erano quasi 8000 all’EUR per vedere il mio show. Mi sono veramente emozionata nel ricevere tanto amore e tanto calore da parte dei miei fans italiani. Si vede che non mi hanno dimenticata, malgrado il “tradimento” col teatro francese. Tutti mi chiedono quando tornerò a recitare in Italia, mi stanno addirittura offrendo una nuova commedia in teatro.

http://www.facebook.com/reinelear

Su di me

Erica Vagliengo

Scrittrice/giornalista/copywriter, autrice del romanzo "Voglio scrivere per Vanity Fair" (come Emma Travet) e del Best seller su Amazon "Separati con stile". Ho creato, anni fa, il progetto emmat, per promuovere il libro e il mio alter ego, on line e off line. Ho anche lanciato il video format INCASINATE SÌ MA CON STILE su Youtube.
Curiosità: parlo tanto, dormo poco, scrivo ovunque. Combatto le nevrosi quotidiane con ironia, Internet, caffè e chantilly. Investo in rendite passive (mi dispiace deludervi MA, di sola scrittura non si vive).

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© 2017 Erica Vagliengo · Scrittrice, giornalista, copywriter, Torino · CF VGLRCE77A44G674R · Scrivimi

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