Pronte per la Foodie Geek Dinner a Torino? Io sì!

Non vedevo l’ora che ritornasse a Torino (dopo l’esordio di due anni fa), la Foodie Geek Dinner, invenzione sublime e geniale di Francesca Gonzales e Maria Chiara Montera, due ragazze (non torinesi, sarà per questo che sono così attaccate alla città?) che raccontano la capitale sabauda attraverso il cibo, facendo scoprire ai più, variegate realtà, ricche di sorprese.

La cena OFF line, per chi si conosce ON LINE, si terrà questo giovedì 27, presso il QUBI; in via Parma 75. Volete sapere CHI cucinerà? I Cuochi Volanti, una delle realtà più innovative degli ultimi tempi, in zona.

Curiosità: le due ragazze di cui sopra, hanno chiesto alle partecipanti di proporre un menù (dolce escluso), da sottoporre agli chef. Ovviamente non ha vinto il mio:

* mini brioches salate speck, crescenza e cannella
* crema di piselli allo zenzero
* pollo al curry con contorno di verdure arrosto al cumino

(ma che strano… era così ben studiato dalla mente di una persona che ODIA cucinare ma ADORA mangiare e non ha la più pallida idea di come si faccia una mini brioches…)

 

Menù FGD

illustrazione Maria Chiara Montera

Mi sono rifatta con la foto allo #spicycoffee: ci sono caffè che diventano magici con po’ di spezie, una sveglia retrò e il nook #cannella #chiodidigarofano

2014 11 FGD spicy coffee

ph erica vagliengo

E visto che il tema della cena è: un tocco magico, vi racconto la mia idea di magia legata al cibo. Per renderla viva, occorre andare indietro negli anni, a quando ero bambina.

Ogni volta che cadevo ammalata i miei genitori mi portavano da nonna Mariuccia, in un paesino della campagna piemontese, poco distante dalla ridente cittadina nella quale ancora abito. Ricordo che trascorrevo la giornata allungata sul sofà di pelle nera, rivestito dalla coperta colorata fatta all’uncinetto e seguivo mia nonna nelle sue faccende domestiche.

nonna mariuccia

nonna Mariuccia ph erica vagliengo

“Gigin l’affannà” la chiamavano tutti (Giggin l’affannata, a ripensarci non ho mai capito chi fosse Gigin), perchè: GUAI a fermarsi! In questo suo correre dal putagè (stufa) al mulino, ormai in disuso ma utile come dispensa, riusciva a: pelare le carote a una velocità supersonica, metterle sul fuoco con un po’ di cipolla, non farle bruciare (continuo a pensare che ci vogliano dei super poteri per non ridurle ad agghiaccianti brutture bruciacchiate, come diventano le mie), preparare la tavola, buttare la pasta (che non fosse troppo al dente per mio nonno Pinot e la sua dentiera), tagliare il pane fresco comprato alle 8. 37 dalla panettiera, preparare il vitel tonnè (per me era sempre una festa, anche se malata lo assaggiavo ugualmente), far andare -magari- una bistecchina al burro e mettere fuori per tempo il budino alla vaniglia e il vassoio con i formaggi. In tutto quello che faceva tra la stufa e i fornelli, c’era uno tocco di magia unito a sano pragmatismo piemontese, indispensabile per non perdere nemmeno un minuto e arrivare preparati a mezzogiorno in punto, quando mio nonno rientrava dai campi.

Avessi avuto la febbre più spesso, sarei andata tante volte da mia nonna, e, FORSE, avrei imparato a cucinare.

#FGDto14 #foodiegeekdinner

Su di me

Erica Vagliengo

Giornalista/web writer, autrice del romanzo Voglio scrivere per Vanity Fair (come Emma Travet) e del progetto emmat, innovativo esempio di personal branding. Parlo tanto, dormo poco, scrivo ovunque. Combatto le nevrosi quotidiane con ironia, Internet, caffè e chantilly. Ho un negozietto su Depop.

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