Nasce BANCO. WELCOME, FAST FOODIES!

Se a Londra c’è LEON (me ne subito sono innamorata lo scorso novembre!), a Roma, nel cuore di Ostiense, c’è BANCO, il primo fast food italiano sano, naturale e sostenibile.

Si è realizzato un sogno per chi adora affondare i denti nel  panino preferito mentre tuffa le patatine nella salsa e ama, al contempo, le cose che fanno beneverdure di stagione e frutta piene di vitamine, prodotti biologici, polli allevati in libertà, pesce nostrano.

Gente che vorrebbe unire il gusto del fast food con la leggerezza e la qualità di un pranzo sano e naturale. Qualche mese fa, gli stessi pensieri frullavano nelle menti di tre amici:uno chef con la passione per il cibo naturale, un imprenditore e un manager,  pazzo del fast food, mentre erano con il naso all’insù davanti al display degli hamburger, indecisi su quale scegliere.

Ed è così che è nata l’idea di Banco.

Banco ha innescato un vero e proprio processo evolutivo: la rivincita del fast food che – oltre ad essere goloso – si riscopre sano, naturale e sostenibile. E’ il posto in cui nei burger trovi solo ingredienti naturali, scelti e abbinati con cura in modo da esaltare il loro sapore e le loro proprietà nutritive.

Leggi il Banco – Manifesto

Un luogo accogliente, perfetto per fermarsi al volo in pausa pranzo, per chi studia o è solo di passaggio, dove gustare burger, insalate, estratti, nuggets, rolls… E le patatine? Ok, ci sono anche le patatine fritte, ma sono biologiche, fatte in casa, e poi, senza patatine fritte, che fast food sarebbe?

Da tutte queste idee è nato Banco, che va (anche) a riqualificare un angolo ancora abbandonato di via Ostiense, con un’opera di street art firmata dall’artista Alberonero e con alcuni interventi utili di arredo urbano. In accordo con il Municipio VIII, non ci sono automobili davanti alla vetrina di Banco, ma solo rastrelliere per bici, per regalare a una zona ingolfata dal traffico un corner più vivibile e a misura di cittadino.

Sembra impossibile, invece Banco ha già sfornato il veggie burger più buono della città.

veggie burger

ph courtesy ufficio stampa

A capo della giovane brigata di cucina c’è PIETRO PLATANIA. Ventisei anni, diplomato presso l’Accademia del Cordon Bleu di Parigi. Dopo uno stage presso l’hotel Le Bristol di Parigi (3 stelle Michelin) con lo Chef Eric Fréchon, è tornato in Italia dove ha lavorato a Milano con lo chef Aimo Moroni presso Il Luogo di Aimo e Nadia (2 stelle Michelin), al Joia Alta Cucina Naturale (1 stella Michelin) con lo chef Pietro Leemann, al Vun dell’Hotel Park Hyatt (1 stella Michelin) con lo Chef Andrea Aprea e, infine, negli Stati Uniti presso Chez Panisse di Alice Waters a Berkeley (San Francisco).

pietro platania lo chef di banco

Pietro Platania ph courtesy Ufficio Stampa

Visto che sono CURIOSA (da matti) e volevo saperne di più ho deciso di contattare l’ufficio stampa di Banco e parlare direttamente con Pietro.

1. Ciao Pietro. Domanda ovvia: da dove nasce il nome Banco?

Dopo parecchi mesi di indecisioni, tra tentativi e prove di ogni tipo, il nome Banco ci è sembrato un po’ una illuminazione. Banco porta con sé diversi riferimenti e significati: una delle caratteristiche fondamentali del nostro spazio è una cucina completamente aperta , divisa esclusivamente da un grande banco di lavoro dove dall’altro lato i clienti si seggono per mangiare. Da questa posizione avviene un’interazione piuttosto diretta e coinvolgente, sia con il processo di lavorazione delle pietanze da parte dei cuochi, situata a un metro di distanza, sia con gli altri clienti o amici con cui dividere il banco. Ma è anche il banco del mercato dove siamo abituati a comprare cose buone, genuine e che vengono dalle aziende agricole.

2. Ti sei ispirato all’inglese Leon?
Abbiamo fatto una bella analisi nella fase di progettazione ma devo ammettere che la prima volta che abbiamo sentito parlare di Leon di Londra è stato attraverso una cliente che ce lo ha segnalato. Noi non lo conoscevamo…

3. Il piatto che consiglieresti di non perdere assolutamente…
Banco rivoluziona e innova il concetto di fast food. Quindi mi viene molto difficile scegliere un singolo piatto, in quanto l’idea di cucina che c’è dietro Banco presuppone che dovresti combinare diverse pietanze tra loro ogni volta in modo diverso. In ogni caso siamo contenti del lavoro che stiamo svolgendo sui ROLLS perché realizziamo noi in casa questa sorta di “piadina” che noi chiamiamo per gioco “chapati” a base di farina integrale di farro e acqua con cui arrotoliamo una multitudine di ingredienti  ogni volta diversi. Dopodiché, siamo curiosi di vedere come verranno recepiti alcuni nuovi piatti che stiamo per proporre in occasione dell’arrivo del freddo come i Noodles di farina di riso (senza glutine quindi) in brodo bollente, declinati nelle versioni pollo San Bartolomeo, pesce del giorno, vegana o vegetariana. Arrivano anche i Bagels. Non vediamo l’ora! (Anche io! ndr)

4. Giovane aspirante chef stellato, di sicuro non ti fermerai qui. Aprirai altri Banco in giro per l’Italia (uno a Torino, per caso)?
L’idea di Banco è proprio quella di creare un format e riprodurlo il più possibile in giro, in luoghi dove si ha accesso a ottime materie prime ovviamente. Intanto stiamo iniziando i lavori per aprire il nuovo punto vendita, sempre a Roma, stavolta zona a Trastevere, in primavera, con più del doppio dei coperti che abbiamo ora. Da lì sicuramente potremmo iniziare a guardarci intorno. Stiamo avendo un ottimo riscontro dai nostri clienti: alcuni, con nostro grande piacere, si sono affezionati e noi a loro.

5. Hai lavorato in Francia e in America in locali prestigiosi. Ma il richiamo delle radici è stato più forte. Perché Roma Ostiense?
Ostiense è un quartiere-laboratorio in grande sviluppo e ci sembrava del tutto sensato sperimentare qui il “numero zero” di Banco, aumentando anche il benessere degli abitanti e di chi lo vive per lavoro: ci siamo fatti carico della riqualificazione dell’area pubblica esterna al locale e abbiamo creato il primo bike park del quartiere. Ma più che il luogo è stato il fatto di poter creare un’attività in famiglia, e poter vivere nella stessa città dove vivono entrambi i miei fratelli.
Speriamo anche con Trastevere di ricreare lo stesso meccanismo virtuoso.

6. A cosa ti ispiri quando crei il tuo “junk good”?
L’idea è quella di rivoluzionare il fast food ma avendo come unico vero riferimento la Natura, tenendo quindi sempre presenti certi aspetti della sua interazione con i contesti urbani e del modo di vivere che hanno le persone delle grandi città.

7. Quando è nata la tua passione per la cucina?
A casa, fin da piccolo. Grazie al cielo i miei genitori sono persone a cui piace fare la spesa al mercato e cucinare.  Potete ben immaginare che far da mangiare ogni sera-cose buone- a tre figli maschi concentra parecchio l’energie della casa tra la cucina e la tavola. E’ affascinante seguire tutti i processi che portano alla realizzazione di una pietanza e poter coinvolgere tutti i sensi, sia nel realizzarlo sia poi finalmente per gustarlo! Perché alla fine e tutto lì, deve piacere a te per primo!

Tutto il progetto gastronomico di Banco è opera di PIetro (e di chi, sennò?)

Banco è un progetto ideato, sviluppato e curato da Paolo Platania, Richard Thomas Ercolani e Pietro Platania (qui sotto nella foto di Ilaria Magliocchetti Lombi)

Banco ph ilaria magliocchetti lombi

 

Orario e info:

Lunedì-Domenica 12.00-24.00 | Via Ostiense, 40/a | Tel. 06 57300959 | 00154 Roma |

www.bancofastfood.com

Su di me

Erica Vagliengo

Giornalista/web writer, autrice del romanzo Voglio scrivere per Vanity Fair (come Emma Travet) e del progetto emmat, innovativo esempio di personal branding. Parlo tanto, dormo poco, scrivo ovunque. Combatto le nevrosi quotidiane con ironia, Internet, caffè e chantilly. Ho un negozietto su Depop.

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