La rincuoratrice @larivistaintelligente

Ho sempre desiderato tenere una rubrica MIA, su un web magazine, un mix tra Donna Letizia,  La Signorina Snob, l’ironia della Littizzetto (pulita dalle volgarità), condita da una spruzzata di manierismo sabaudo e declinata ai tempi nostri.

In verità una rubrica, o blog che dir si voglia, l’ho avuta per circa un anno, su marieclaire.it. Però non era MIA, perché nata dalla mente di un uomo (nella fattispecie il mio capo), che ha creduto potesse interessare a qualcuno del “gossip intelligente, confezionato ad hoc per un pubblico di ragazze tra i 30 e i 35 anni, brillanti, indipendenti, che vorrebbero svagarsi leggendo le becere notizie legate al gossip, per l’appunto, ma scritte in modo ironico ed elegante”. Last, BUT not least: “a noi piacciono questi numeri: minimo 80 LIKE” (questo me lo disse il vice direttore durante il colloquio presso la vecchia sede in quel posto lontano dallo sguardo di Dio, che è viale Sarca)” Seeee, poi gradireste anche dello champagne con fragole affogate dentro, chantilly e signorine eleganti con cui fare conversazione?

Ritornando sul pezzo (lo so, ho la tendenza a perdermi…), il capo mi affida “Celebrity dixit”, insegnandomi a: gestire un blog, inserire la foto, fare i tag, spammare (leggi alla voce: rompere le scatole a TUTTE le mie amiche perché mettessero un LIKE), etc…

Ce l’ho messa tutta, anche se non la sentivo tagliata su di me. Vi posto qui il link per andare a leggere i pezzi, così vi fate un’idea.

Dopo un anno, il capo mi chiede di proporgli un’idea di rubrica, che possa sostituire “Celebrity dixit” “visto che il gossip non è nelle tue corse”. MA VA? Gli propongo Pour Parler, bocciata in toto perchè:

a) non sono Gramellini (MA TU PENSA…)

b) non avrebbe appeal sul pubblico di marieclaire.it (sempre quello intelligente, brillante, sui 30-35 anni, che vorrebbe svagarsi con del gossip alto etc…)

c) per funzionare si dovrebbe parlare di sesso o liste

d) per concludere con una frase che forse non avrebbe dovuto dire… “e non fare l’ironica e non dare consigli di vita se non ne sei capace”. Capolavoro dei capolavori…

Ovviamente, il mio animo gentile e composto, al leggere un tal pensiero, si è, come dire, leggermente incazzato (passatemi il termine), giurando vendetta su carta (fatto).

Alla fine ci siamo accordati sul passargli pezzi estemporanei di argomenti estemporanei, e, a dirla tutta è stato un guadagno per me, in quanto adesso collaboro con un articolo al mese, su argomenti che più mi aggradano.

PERO’ (c’è sempre un PERO’ nelle mie storie), mi sono permessa di inviare la sua e mail a una giornalista mia conoscente per chiedere un parere sulla questione. Non riporterò la sua risposta, ma il sunto potrebbe essere: “Mandalo a quel paese”.

Archiviata la faccenda, ho pensato di sentire  Giovanna Nuvoletti, (conosciuta a Roma, nel gennaio 2010 come Emma Travet con Voglio scrivere per Vanity Fair), la brillante direttora de La Rivista Intelligente , dove erano stati pubblicati dei miei pezzi prova qualche tempo prima. Le ho mandato l’idea di Pour Parler e un testo. Lei mi ha risposto in un battibaleno dicendomi che erano stati accettati entrambi.

Così, eccomi su Ellerì, con la rubrica che avevo in testa (questo dimostra che NON BISOGNA MAI MOLLARE e che, pazientando, si ottiene quanto uno desidera).

Vi lascio con: “La rincuoratrice” (tempo di lettura 45 secondi, quindi leggetelo da cima a fondo, please).

p.s. Un ringraziamento particolare alla Nuvoletti (per aver creduto in me dai tempi di emmat, lo so, suona molto ammmmericano, ma è così), a Cristina Cilli (content manager) e a Franco Oliveri (il mio webmaster, conosciuto proprio grazie alla Rivista Intelligente).

Su di me

Erica Vagliengo

Scrittrice/giornalista/copywriter, INCASINATA SI' MA CON STILE, autrice del romanzo Voglio scrivere per Vanity Fair (come Emma Travet) e del progetto emmat, innovativo esempio di personal branding. Parlo tanto, dormo poco, scrivo ovunque. Combatto le nevrosi quotidiane con ironia, Internet, caffè e chantilly. Ho un negozietto su Depop.

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