La Grande Mela in 10 morsi (i miei)

Oggi la mia amica Ivana mi ha fatto pensare a New York, e in una giornata piovosa come questa, mi verrebbe da prendere un aereo ed essere altrove, un altrove che si chiama New York, per l’appunto.

Così sono andata a ripescare un pezzo che avevo scritto per nuok, quasi tre anni fa, dopo essere tornata dal viaggio nella city I love most.

Primo assaggio:

1. L’odore e il rumore della città:

WELCOME to New York City! Il benvenuto, appena usciti dalla porta ruotante del JFK, te lo danno il caos, l’odore di asfalto e il giallo dei taxi in fila per portarti nel down town o ovunque sia la tua destinazione. NY è una città stancante, della quale, però, ci si può innamorare all’istante. E quando si rientra a casa (siate stati una settimana o diversi mesi), le prime cose che mancano sono: i neon, l’odore della spazzatura misto a quello degli hot dog, kekab o nuts venduti per strada, magari vicino a un tombino fumante, dell’acciaio dei grattacieli e i vari rumori legati al traffico, al vociare della gente, alle sirene della polizia: odori e rumori così intensi e penetranti a cui si fa presto l’abitudine…

go on…

nyc

ph just me

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Su di me

Erica Vagliengo

Giornalista/web writer, autrice del romanzo Voglio scrivere per Vanity Fair (come Emma Travet) e del progetto emmat, innovativo esempio di personal branding. Parlo tanto, dormo poco, scrivo ovunque. Combatto le nevrosi quotidiane con ironia, Internet, caffè e chantilly. Ho un negozietto su Depop.

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