INTW_Angelo Caroli: passione per il vintage e fiuto per le tendenze

Anni fa sono andata a visitare il regno del vintage a Lugo, da A.N.G.E.L.O. che ho avuto modo di intervistare nel suo ufficio. E’ stata un’esperienza unica, che ho condiviso con Serena, la mia amica del negozietto second hand Vestireciclo. Mi è rimasta così impressa da essere immortalata nel mio romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair” 

Vi riporto il pezzo, pubblicato su Lookout magazine.

Il Vintage Palace è il paese dei balocchi, dove regna un sovrano dai modi gentili e dalla smodata passione per l’usato. Arrivarci è un po’ tortuoso se prendi il treno da Pinerolo (perché devi cambiare a Torino, poi di nuovo a Bologna dove aspetti un’ora causa ritardo, per poi riprendere un terzo treno per altri quarantacinque minuti).

Ma una volta a Lugo, dove le biciclette tagliano le piazze nei molli pomeriggi di provincia e nelle osterie servono un budino buonissimo, ti senti a casa. In special modo chi ama l’usatocool, andrà letteralmente fuori,spostandosi sui tre piani del palazzo che ospita una delle più importanti e ricche raccolte di abiti e accessori Vintage in Europa. Oltre 80.000 capi, tra cui marchi storici come Pierre Cardin, Courreges,Pucci, YSL, Camerino,e c’è spazio anche per una collezione di Levi’s da far invidia ai nipoti del signor Levi’s Strauss.

Nella soffitta di Angelo vengono ad attingere a piene mani, stilisti da tutte le parti del mondo, riviste di moda (tra cui Vogue Japan), studenti, registi,  giornalisti, non ultima una signora americana che ha voluto catturare i rumori dei diversi ambienti, con un microfono speciale per un’intervista radiofonica .

I suoi capi sono stati immortalati da Helmut Newton, Paolo Roversi, Walter Chin, Bruce Weber, Giovanni Gastel. Eppure l’inventore dello stile vintage in Italia è molto affabile e simpatico.

Ci accoglie nel suo studio, dove su una parete, s’incontra Laura Pausini in foto con dedica“Per Angelo, il numero 1”. Sotto lo sguardo della cantante di Solaro, inizia l’intervista.

 

Ho trovato riportata su un giornale questa scritta: “l’abbigliamento vintage affascina sempre:dai mercatini dell’usato, alla soffitta della nonna. Moda eccentrica, no global o semplicemente snob?” Secondo te? Moda eccentrica-no global, però anche snob perché comunque il gusto di avere un pezzo unico convive con queste due cose. In più è generalmente economica. A me piace che i prezzi siano abbordabili, perché deve essere un divertimento cercare l’usato.

Hai iniziato nel 1978, con Mario Gulmanelli, quando l’interesse per il “seconda mano” era nullo. Come è nata l’idea? E quando hai aperto il tuo primo negozio? L’idea è nata dal mio gusto personale. Ho aperto il primo negozio in quegli anni. La mattina andavo a scuola, il pomeriggio ero in negozio. I primi clienti sono stati i miei amici. Ma prima del negozio ho iniziato vendendo camicie a scuola, a 1.500 lire l’una.

Ti ricordi il primo capo che hai collezionato? Non so se ce l’ho ancora, era una camicia gialla di seta proveniente da  Manhattan. All’epoca acquistavo dall’America, da dove arrivava lo stile casual che da noi non esisteva. Poi dopo un anno o due, si andava alla Baia degli Angeli, per vedere i jeans larghissimi, stretti stretti in fondo con la ciabattina dell’India ed il camicione a tre bottoni portato fuori. Era l’epoca della Diane e Due Cavalli, “tempestate” di adesivi, e dei capelli lunghi. Ne avevo tanti di clienti così.

I siti internet sul vintage che consiglieresti Ovviamente e.bay. Devo dirti però, che ultimamente non li sto monitorando molto.

Sul tuo sito (www.angelo.it )una frase mi ha colpito: “lo stile è più che una moda perché è fatto anche di emozioni, ricordi della propria cultura e della propria storia. Ecco perché il Vintage Palace è un luogo in cui i capi assumono anche un valore affettivo, oltre che reale e in cui l’inespresso è più importante del visivo.” Secondo te, arriverà un momento in cui il vintage non andrà più come adesso? Ti dirò una cosa: mi ha sempre divertito, sentire, ogni due-tre anni, a partire dal 1978: Ah, questo è il tuo anno, poi però finirà questa moda.Cos’è cambiato in queste decadi? Il tipo di pubblico: ho venduto a chi andava alla Baia degli Angeli, nei primi anni ’80 a quelli che lavoravano in banca e si compravano la giacca sfoderata perché non la conoscevano, ho venduto il jeans a tutti. Sette-otto anni fa avevo una clientela giovane, adesso ho un pubblico addetto alla moda. Per me non cambia la moda vintage, ma il pubblico.

Il tuo stilista preferito. Sono vari, forse Margiela (che è venuto qui varie volte) è quello che mi piace di più. Anche perché realizza un riciclato che incontra i miei gusti.

Giri il mondo alla ricerca dei capi vintage, anche in Asia, Cina, Giappone. Secondo te, i cinesi, riusciranno a copiare anche la moda vintage? I giapponesi sono quelli che hanno alzato i prezzi. Hanno comprato pezzi in America, recuperando delle cose che sarebbero andate perse, offrendo più del prezzo normale. I cinesi non penso che potrebbero farci concorrenza, quanto diventare clienti. Mi sto già muovendo per promuovere il mio lavoro, attraverso una serie di mostre itineranti in Cina.

La città più vintage d’Italia. Sono due: Torino e Genova. Perché sono ricche e conservatrici.

 Le persone famose passate qui, da te. Anche Richard Gere? Laura Pausini (partita in tour con pezzi anche miei), Ligabue (al quale ho imprestato gli abiti del mio archivio per “Radio Freccia”), Cesare Cremonini che ha preso i vestiti per la sua band, Anna Oxa, Benigni con sua moglie anni fa. No, Richard Gere, non è passato da me. Un mio amico ha comprato un giaccone, e gliel’ha portato in America.

Il posto più lontano dove hai trovato un negozio dell’usato? Nel luogo più nord del mondo, in Alaska. Ma anche in Nuova Zelanda ne ho trovato uno.

E per ultimo: assicuraci che gli orribili e plasticosi anni ’90, NON diventeranno vintage anche loro. (Ride) purtroppo sì, lo diventeranno. Ma, state tranquilli,  tra dieci anni.

ANGELO CAROLI  I.D.

nato a Lugo (in provincia di Ravenna) dove vive ancora oggi  professione artigiano che recupera e colleziona abiti usati

film preferito Blade Runner formazione perito elettronico

esordi da sempre appassionato di moda, sfogliava riviste, andava a vedere le vetrine di tutti i negozi delle città. Ha iniziato conducendo una trasmissione su una radio libera, consigliando gli ascoltatori sullo stile da vestire, adattando i capi trovati negli armadi di genitori e nonni oggi realizza anche mostre, happening, ed eventi d’interesse storico, sociale e culturale, con particolare attenzione al mondo giovanile ed alle nuove tendenze (ex. Vintage Levi’s, Streetstyle, Emilio Pucci Vintage, L’eleganza al tempo della Callas). Partecipa alle principali fiere vintage d’Italia ed ha organizzato in settembre quella di Forlì

curiosità si veste sempre di vintage (ovvio) e compra i calzini da vecchi fondi di magazzini degli anni ’60.

info A.N.G.E.L.O. Corso Garibaldi 59 48022 Lugo (RA)

tel +39 054535200  e-mail: angelo@angelo.it  www.angelo.it

[sociallinkz]

Su di me

Erica Vagliengo

Giornalista/web writer, autrice del romanzo Voglio scrivere per Vanity Fair (come Emma Travet) e del progetto emmat, innovativo esempio di personal branding. Parlo tanto, dormo poco, scrivo ovunque. Combatto le nevrosi quotidiane con ironia, Internet, caffè e chantilly. Ho un negozietto su Depop.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2017 Erica Vagliengo · Copywriter e giornalista, Torino · CF VGLRCE77A44G674R · Scrivimi

Webdesign & SEO: La scribacchina e Simone Montanari. Le fotografie di Erica sono di Angela GrossiPrivacy policy

Pin It on Pinterest