Amore e sesso, insieme? A ottant’anni si può!

Sto lavorando ad una coppia sugli ottanta, da inserire nel mio secondo romanzo.

Li avevo immaginati a passeggio in un parco, sedersi su una panchina, prendersi la mano e sorridersi pudicamente. Oppure, in un’altra scena più vivace, insieme al soggiorno marino, a giocare a carte, o a danzare in una balera romagnola.

Però, a dirla tutta, qualcosa non mi tornava… avrei preferito una lei ed un lui dal passato frizzantino, ancora in salute, amanti della vita e desiderosi di godersela appieno, come quando erano giovani. Solo che io non conosco coppie così. Mi è venuta in soccorso un’ amica che lavora con giovani ottantenni, raccontandomi le loro storie d’amore e di sesso.

Ho pensato, quindi, di approfondire cercando informazioni sul web ed ho trovato questi interessanti articoli sul sito di D Repubblica :

il sesso della terza età (di Sara Ficocelli):

Uno studio svedese ha messo a confronto le ultrasessantenni degli anni ’70 con quelle di oggi. Scoprendo che queste ultime fanno sesso, divorziano, escono e si godono la vita molto più delle generazioni precedenti. Con molti vantaggi per la salute fisica e mentale. Alessandra Graziottin fa il punto con noi sull’erotismo della terza età

il mio secondo grande amore (di Eva Grippa) che inizia così:

Amori nati in terza età, coppie di ultrasessantenni che scelgono di condividere il cuore ma non il tetto, di amarsi senza convivere come indica l’acronimo LAT (living apart togheter, vivere assieme separatamente). Coppie felicemente (s)congiunte che decidono di godersi la vita – e il sesso – senza complicare le relazioni con figli e nipoti. Una ricerca della facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza di Roma traccia il curioso ritratto di una generazione di giovani alle prese con questioni di cuore.

che volendo, si può collegare al recente Separazioni e divorzi in crescita. Il matrimonio dura in media 15 anni (uscito sul sito di La Repubblica, l’altro giorno).

Dopo avere letto tutto, ho riflettuto sulle diverse età del sesso, catalogandole così:

-a 15/20 anni: ti pensi innamorata mentre lui pensa a una cosa sola

– a 20/30 anni: dovresti avere un fidanzato e un’intensa e appagante vita sessuale. Certo, hai un po’ di stress perchè devi finire l’università, e sai già che trascorrerai i 5 anni dopo alla frustrante ricerca di un lavoro… però un tetto sulla testa ce l’hai, i tuoi non ti sbattono fuori casa, con qualche lavoretto saltuario riesci pure a guadagnare dei soldi per la vacanza, quindi…  perchè non godersela?

-a 30/40 anni: se hai avuto la brillante idea di sposarti e avere dei figli, pensi a tutto, fuorché al sesso, visto come ti si è incasinata la vita tra: nidi, asili, pediatri, babysitter, marito da accudire, casa da pulire, lavoro, spesa, mutuo/affitto da pagare e via dicendo…

– a 40/50 anni: decidi di incasinarti ancora di più la vita, magari separandoti (v. articolo sopra), perchè il matrimonio e gli obblighi famigliari ti sono venuti a noia, hai bisogno della tua libertà, ti sei buttata senza paracadute in un’avventura da Harmony etc… quindi al sesso ci pensi ma sarà quello sbrigato in un motel o in una camera d’albergo

– a 50/60 anni: attrezzati con un bel cartello WARNING! Occhio, che la menopausa può fare brutti scherzi, nel senso che pensi di essere in menopausa, non lo sei, quindi non prendi precauzioni et voilà... dopo 9 mesi ti ritrovi un pargolo tra le braccia, e non è tuo nipote

– a 60/70 anni: sei ancora in forma, quasi vicino alla pensione o già in pensione, con un compagno/a nuovo (possibilmente benestante), i figli sono grandi, hai dei nipotini ma li guardi solo quando decidi tu… hai parecchio tempo libero da dedicare alle tue passioni: viaggiare, andare a teatro/cinema, mangiare fuori, leggere i libri che hai in arretrato da venti anni, visitare tutti i musei di questa Terra, regalarti del buon sesso senza preoccupazioni di sorta e spassartela per i prossimi 10-15 anni

– a 70/80 anni (e oltre): la salute ti è compagna, il tuo lui, Viagra o non Viagra, è ancora in forze, dimostra dieci anni in meno ed è arzillo come non mai. Perché privarsi di una cosa bella che fornisce nuove energie e buonumore? Unica avvertenza: evitare le posizioni difficili, a rischio “incriccamento” .

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Su di me

Erica Vagliengo

Scrittrice/giornalista/copywriter, INCASINATA SI' MA CON STILE, autrice del romanzo Voglio scrivere per Vanity Fair (come Emma Travet) e del progetto emmat, innovativo esempio di personal branding. Parlo tanto, dormo poco, scrivo ovunque. Combatto le nevrosi quotidiane con ironia, Internet, caffè e chantilly. Ho un negozietto su Depop.

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© 2017 Erica Vagliengo · Copywriter e giornalista, Torino · CF VGLRCE77A44G674R · Scrivimi

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